R2020, materiale lavoro comunitario

GRUPPI DI LAVORO COMUNITARIO

Perchè R2020 promuove l’intervento comunitario per favorire e sostenere la partecipazione nella comunità?

Il quadro concettuale e metodologico dell’intervento comunitario costituisce oggi un’ipotesi di miglioramento di quanto già esistente, consentendo l’innovazione e la realizzazione necessarie per affrontare i cambiamenti – endogeni ed esogeni – che invadono le comunità locali e che tendono a trasformarle in realtà senza capacità di risposta, sempre più dicotomiche e diseguali. Lo scenario locale è l’ambito per eccellenza in cui si percepisce la complessità della realtà attuale, ma anche la possibilità di miglioramento attraverso un’azione collettiva e partecipativa. L’intervento comunitario apporta elementi – realizzabili – alla vita della comunità per sviluppare processi partecipativi in ambito locale, come asse di una nuova formulazione e organizzazione dell’insieme delle politiche sociali sul territorio.

PROGRAMMA E ORARI DEI LAVORI

Dalle ore 14.30 avranno inizio i GRUPPI DI LAVORO COMUNITARIO.
CHE FARE? Cittadini, Tecnici e Politici si uniscono per cercare prime risposte e proposte operative in difesa dello stato di diritto.

PRIMA PARTE: la fase conoscitiva
14.30 – 16.00
I Tre Protagonisti (Cittadini, Tecnici, Politici) si uniscono in gruppi a tema; durante i primi 15 minuti i temi vengono introdotti da oratori esperti per consentire al dibattito di fare tesoro di quanto già esistente. Il gruppo inter-agisce, approfondisce, pone domande, cerca di meglio comprendere i diversi aspetti, aiutato anche da mediatori presenti in ciascun gruppo.

16.00 – 17.00 Pausa

17.00 – 18.30
SECONDA PARTE: la fase propositiva
I Tre Protagonisti (Cittadini, Tecnici, Politici) si ri-uniscono nei gruppi. In questa fase il dibattito inter-attivo tra i protagonisti comincia a definire ipotesi di azioni, proposte concrete, possibili obiettivi e risposte misurabili.

18.30 – 19.00 Chiusura Lavoro Comunitario con breve sintesi del lavoro svolto e saluti.

Il materiale emerso verrà elaborato nei giorni successivi e convertito in un unico documento che verrà a sua volta diffuso a tutti i partecipanti delle due giornate, a tutti gli aderenti a R2020 non presenti, in tutte le comunità locali che abbiano deciso di accendere fuochi di resistenza sul territorio e a chiunque altro possa essere interessato.

ISTRUZIONI PER I PARTECIPANTI

Alcune indicazioni per parlare e ascoltare, nell’attività di gruppo. Come favorire un clima comunitario di ascolto e rispetto reciproco

__Prima di iniziare, porsi in uno stato di quiete e pace interiore, e di profondo rispetto per gli interlocutori presenti. Non siamo qui per far bella figura, ma per essere utili
__Entrare in risonanza empatica con gli interlocutori, prendere contatto con i loro sguardi, ottenere il silenzio prima di proferire parola

__Evitare la fretta. Avviare il discorso con calma e pacatezza, sorridendo e favorendo il loro benessere nel qui ed ora
__Avere sempre in mente che la relazione umana viene prima dei contenuti
__Fornire una breve e chiara sintesi di ciò che si vuole comunicare, in modo che gli interlocutori possano comprendere e orientarsi

__Esporre gli argomenti in termini concisi e comprensibili a tutti
__Essere molto direzionati, evitando digressioni inutili
__Evitare di dire ciò che non è essenziale. Meglio dire di meno che di più
__Evitare inutili ripetizioni e sbrodolamenti verbali, che irritano la maggior parte dei presenti __Non prolungarsi

__La democrazia costituzionale presuppone a tutti i livelli lo sviluppo di competenze democratiche di base. Senza di esse la democrazia non c’è e non ci può essere. La prima di queste competenze è la capacità di ascolto empatico, risonante, profondo. Capacità che è al centro della creazione di una vera comunità, sia essa la coppia, la famiglia, un’azienda, un’associazione, un’istituzione.

__Che effetto fa sui cittadini vedere in TV i loro parlamentari che litigano e battibeccano, gli intellettuali e gli esperti che, anziché ascoltarsi con rispetto reciproco, anziché dialogare in modo amichevole e fecondo, per apprendere gli uni dagli altri, si limitano a riaffermare il loro punto di vista, sempre uguale a se stesso? L’effetto è di rabbia e impotenza. E’ difficile accettare che persone colte e intelligenti si riducano ad un simile livello di stupidità. Che fiducia si può riporre in persone così?

__Se i padri costituenti avessero agito in questo modo, non avrebbero scritto un solo articolo della nostra Costituzione, che è stata il frutto di un metodo di lavoro, oggi ormai completamente dimenticato. Metodo che consentiva loro, pur partendo da ideologie diversissime, di armonizzare i loro punti di vista in una sintesi superiore che li integrava tutti. Ecco perché la nostra Costituzione è universalmente considerata non solo un apice del pensiero giuridico, ma anche di quello umanistico e spirituale.

Ed è per la ragione di cui sopra che tale documento è stato svilito e tradito da una classe dirigente inconsapevole o collusa con gli interessi della finanza internazionale.
Per la stessa ragione un governo costituzionale deve mettere al primo posto il recupero della capacità di ascolto risonante ed empatico con gli interlocutori. Senza questa capacità, a nulla vale la dichiarazione dell’uguaglianza e della pari dignità sociale di tutti i cittadini.
Per la nostra Costituzione, tutti hanno diritto ad essere ascoltati e potersi esprimere, in condizioni di reciprocità. Naturalmente, il diritto all’ascolto viene vanificato se si traduce nel diritto a parlare senza costrutto e senza rispetto degli ascoltatori. Prima di parlare, ognuno dovrebbe sempre chiedersi: le mie parole, nel qui ed ora, sono proprio necessarie? sono di aiuto alla comunità? sono di aiuto alla mia evoluzione e a quella degli altri? O sono parole di sfogo, di risentimento, di esibizione di sé?
__Per essere capaci di ascoltare, occorre imparare a praticare il silenzio. Il silenzio oggi è una brutta parola, come le parole studio, riflessione, disciplina.
Poniamo fine a questa forma di imbecillità indotta da chi trae vantaggio dal dominarci.